Le aveva comunque messo le scarpine di vernice come aveva detto la signora. Anche se fuori c’era la neve. “Sono solo due passi” aveva detto “Ed è la notte della vigilia” e basta. Lei non capiva. Era lei che passava tanto tempo con quella bimba e a quelle parole la guardò e fece le spallucce con un sorriso di complicità. “Dai” le disse “mettiamole lo stesso. Fai attenzione con la neve. Non metterti a fare i cerchi che altrimenti si rovinano” la bimba annuì e le fece un gran sorriso d’affetto. Era proprio una bella bimba. Bella quanto sola. Alle feste comandate la preparava con tutta la delicatezza che aveva dentro. Le pettinava i lunghi capelli lisci fino a che non fossero perfetti e terminavano ben allineati finendo in un arco castano biondo firmato da quel famoso parrucchiere del centro di cui non riusciva mai a pronunciare il nome. L’aveva accompagnata fino alla porta, la signora, la bimba e dopo lei, e l’aveva salutata con la mano prima di richiudere la porta. Adesso iniziava la sua notte della vigilia su Skype con la figlia, la sola che era rimasta, in Iran. Loro non lo avevano il Natale ma ogni occasione di stare insieme, anche se lontane, era buona.
Gli ultimi saranno i primi