Fast Food

Marco guardava la piazza e friggeva. Guardava la piazza e friggeva patatine. Mai e poi mai avrebbe voluto finire così, tra i cartoni, in ginocchio, lo sguardo basso e la mano in alto. Lo vedeva sempre lì, nell’angolo più buio e freddo della piazza – d’altra parte era l’ultimo arrivato. Anche sulla strada c’era una gerarchia, probabilmente. Ogni tanto qualcuno si fermava e lasciava cadere qualcosa sulla sua mano. Dopo poco sentiva le porte scorrevoli aprirsi e vedeva la gente spostarsi come un’onda e capiva che era entrato. Immediatamente arrivava l’ordine strillato “Patatine medie!” e Marco allungava invece una porzione grande. Qualche volta aggiungeva anche un po’ di ketchup o maionese e aspettava di sentire le porte scorrevoli… capiva quanta fame aveva dal tempo che impiegava a tornare al suo posto.

Marco guardava la piazza e friggeva. Come sempre. Lo guardava e, anche se lui non lo sapeva, si sentiva in sua compagnia – così non avrebbe passato la vigilia di Natale da solo, con la friggitrice.

Aveva notato subito la donna e la bambina fermarsi e lasciargli qualcosa, e lui aveva alzato gli occhi per un attimo e gli sembrò che anche la donna lo avesse guardato. “Patatine grandi, quattro”, “Patatine medie, due” – ma chi mangiava prima di andare a Messa? La donna e la bambina erano sparite ma lui era sempre lì. Che strano, non si era mosso anche se gli avevano lasciato qualcosa. “Patatine medie, una”. Ancora patatine. Ne arrivavano sempre di più. La Messa di mezzanotte era finita e prima di tornare a casa la gente si scaldava con hamburger e patatine. Ma lui era ancora lì. La donna e la bambina erano tornate ma solo per un attimo e Marco era rimasto indietro con gli ordini. Lui adesso si era alzato ma nessuno si era spostato dentro al ristorante. – Dove stava andando? Seguiva la donna?

“Marcooo – le patatineee!”

Marco guardava la piazza e friggeva: era rimasto solo, con la friggitrice.