Dopo una breve processione era salito sul presbiterio circondato dai chierici e si era recato all’altare. Osservava dall’alto la folla dei fedeli e subito notò quella donna nei primi banchi. Non sembrava felice nonostante fosse Natale e si interessò a lei. Non era il tipo di sacerdote che si distraeva per dei capelli rossi o un cappotto firmato; tuttavia c’era in lei qualcosa che lo attirava. Quaranta, forse quarantacinque… non di più. Una bambina vicino a lei, probabilmente la figlia. Rispondono a tempo. Niente fede al dito, nessun uomo di fianco a lei. Separata o divorziata, non avrebbe saputo dire da quanto.
Quella donna non è a suo agio, si tocca il braccio destro, sistema la borsa, il cappotto e poi ricomincia dopo una pausa in cui gli occhi si agitano come la lancetta dei secondi. Ha caldo, via il cappello, poi su ancora il cappello poi si allarga la sciarpa. Iniziava ad essere distratto: per fortuna toccava a lui prendere la parola e trasmettere la gioia di quel giorno. L’unico risultato che ottenne dopo 20 minuti di omelia fu quello di rigare con una lacrima il viso della donna, che aveva così scaricato tutta la tensione e stava riprendendo un colore natalizio. Non aveva fatto la comunione: probabilmente per via di una frequentazione o per troppa onestà intellettuale. Le passò accanto mentre tornava all’altare e si accorse che stava cantando con voce ferma e squillante, forse troppo. Di nuovo nervosa? O veramente sollevata?
Dopo il segno di croce finale la perse di vista e non avrebbe saputo dire se gli auguri di buon Natale fossero stati incamerati o lasciati sul banco, un dubbio che dopo poco fugò.
Dalla finestra della sagrestia, in un angolo della piazza, riconobbe i capelli rossi e il cappotto firmato che si chinavano verso una sagoma – uno dei tanti mendicanti. Pochi secondi e subito capelli e cappotto tornarono a camminare, fino a perdersi in fondo al viale. La bambina la seguiva e imitava il suo passo seguendo le orme dei tacchi. Dopo poco anche la sagoma prese vita e iniziò a seguire, a sua volta, le orme dei tacchi, fino a perdersi in fondo al viale.